Intervistato da Fabrizio Fabbri sul “Corriere dello Sport”, Arturs Strautins ha parlato della sua freddezza nei finali di partita: “Non ho nessun problema ad assumermi delle responsabilità. Gioco a basket anche per questo. Al PalaDesio il clima era caldissimo, loro hanno un pubblico che si fa sentire, che ti ruggisce addosso. La mia squadra mi ha cercato e io ho risposto presente e la palla è andata via leggera verso la retina. Questa volta è toccato a me, in passato a Baldasso o qualcun altro. Sappiamo distribuire al meglio le responsabilità. È un grande pregio di questo gruppo”.
La Bertram viaggia nella parte altissima della classifica: “Quello che abbiamo ce lo siamo meritato sul campo costruendolo dal primo allenamento. Siamo una buona squadra che però, me lo ripeto sempre, deve vivere il presente. Non serve guardarsi indietro e neppure proiettarsi troppo in avanti. Siamo felici ma anche consapevoli che basta poco per sprecare quanto di buono fatto”.
Si avvicina anche l’appuntamento della Final Eight: “Ci penseremo a febbraio. Ora il calendario dice che domenica andremo in trasferta a Brescia. Contro di loro escono fuori sempre partite molto intense. Hanno cambiato coach, sono stati i finalisti dello scorso campionato e viaggiano ancora molto forte. Sarà dura, vogliamo farci trovare preparati”.
Il ragazzino che a 15 anni prese un volo dalla Lettonia per Reggio Emilia adesso ha lasciato spazio ad un uomo maturo.
"E' il ciclo della vita. Quando ho lasciato la famiglia per venire in Italia mi sentivo pronto. Non è stato un salto nel buio, ma un passo ponderato, deciso con i miei cari. L'Italia mi ha accolto a braccia aperte. Sto bene qui da voi. Ho ottimi ricordi di ogni città e club in cui ho giocato".
Reggio Emilia non è stata solo la prima piazza ad accoglierla nel 2014, ma anche quella dove è voluto tornare nel 2021.
"Allenato da Attilio Caja, un coach a cui devo molto. Ma non dimentico nessuno degli altri allenatori. Quando sono ritornato a Reggio intorno a noi non vi era tanta credibilità. E invece abbiamo ottenuto i quarti dei playoff giocando anche la finale di Fiba Europe Cup. A Reggio Emilia come qui a Tortona si vive una realtà che ti coinvolge ogni giorno, ma non ti mette troppa pressione".
Strautins ha anche indicato chi è il suo idolo: “Rimantas Kaukènas, sono stato fortunato ad essermi allenato accanto a lui nei primi anni in Italia”.
E com’è Arturs fuori dal campo? “Un ragazzo che, quando il tempo me lo permette, ama viaggiare. Con mia moglie è lo spazio che ci dedichiamo e l’ltalia ci regala sempre grandi emozioni. Se sono a casa mi rilasso guardando serie televisive o ascoltando musica”.

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