LBA. QUI VARESE. FERRAIUOLO: "CON REGGIO EMILIA COME NEL GIOCO DELL' OCA".

 

Ferraiuolo: “A Milano con la faccia tosta. Con Reggio Emilia come al gioco dell’oca, se perdi torni al punto di partenza”.

Intervista con il Team Manager della Pallacanestro Varese tra la vittoria nel derby e la sfida delicatissima di domenica contro gli emiliani.

La vittoria di Milano è ancora viva e fortissima nel cuore e nella mente del mondo Pallacanestro Varese che però deve subito resettare per approcciarsi al meglio alla sfida verità di domenica 1 febbraio alle ore 18:00 in casa contro Reggio Emilia. 

 

Una sfida, quella con l’UNAHOTELS, che molto dirà delle ambizioni in campionato della Openjobmetis, chiamata finalmente a centrare il vero salto di qualità in una stagione in cui, ogni qualvolta Iroegbu e compagni sono stati chiamati alla prova del 9 hanno sempre fallito. Per fare il punto della situazione in casa biancorossa abbiamo intervistato uno che quando parla non è mai banale, ossia il Team Manager della squadra, Max Ferraiuolo.

Ferraiuolo, a qualche giorno di distanza dalla vittoria con Milano, quali sensazioni restano?
“Sensazioni belle da parte di una squadra che ha trasmesso l’idea di essere sulla strada giusta per costruire una propria identità con la convinzione di ciò che può fare e la faccia tosta nell’andare a sfidare chiunque. In molti hanno sminuito la nostra vittoria, dando più demeriti a Milano che meriti a noi, ma non sono d’accordo. Nel secondo tempo abbiamo dato una svolta a livello difensivo e di aggressività, sorprendendo secondo me l’Olimpia e conquistando un bellissimo successo”.

La differenza l’ha fatta la maggior solidità a livello fisico e mentale che la squadra ha mostrato negli 1vs1 nei secondi 20′, è d’accordo?
“Sì. Nel primo tempo abbiamo sofferto il loro gioco spalle a canestro. Nel secondo tempo, invece, con una maggiore aggressività fin da subito sul portatore di palla non gli abbiamo permesso di arrivare nel pitturato con facilità, sopperendo così alle difficoltà incontrate nel primo tempo e, alla lunga, abbiamo dato noi quasi l’idea di essere la squadra con maggior fisicità presente in campo”.

Non possiamo non soffermarci sulla prestazione di Moore: estro e follia da cui non può prescindere questa squadra…
“Tazé è un giocatore che sta imparando a capire tante cose. Dopo pochi giorni dal suo arrivo gli parlai, dicendogli che avrebbe potuto costruirsi una carriera in Europa ma facendo uno step mentale. La sua esuberanza in alcune situazioni non lo aiuta, ma se cresce nella gestione dei momenti e del contesto, focalizzandosi solo sul campo, ha tutto per fare bene. Speriamo abbia intrapreso la strada giusta, tra un errore e l’altro”.

Kastritis nel post gara ha parlato di standard minimo di prestazione mostrato in campo. Lei crede che con le rotazioni a 8 veramente si possa mantenere sempre un così elevato livello di gioco, soprattutto per quel che riguarda l’intensità e l’aggressività?
“L’intensità che mettiamo in campo va allenata, ma non è semplice ed è chiaro che le rotazioni corte richiedono un maggior dispendio di energie ai giocatori. Ci aiuta giocare una partita alla settimana, però sono curioso anch’io di vedere come reagiremo alle prossime gare, contro avversari che proveranno a batterci. Dovremo dimostrare di saper reggere mentalmente e fisicamente”.

A Milano ancora una volta il “quintettone” con Nkamhoua e Renfro insieme ha fatto la differenza, non solo però, perché anche usati singolarmente hanno dato un grande apporto sotto le plance…
“Sono due giocatori che si completano abbastanza bene e questo facilita il loro lavoro. Renfro, a causa dei falli, viene spesso limitato nel suo utilizzo, ma al di là delle scelte e del giocare con due lunghi o meno, abbiamo dimostrato che quando dalla difesa riusciamo a generare scosse di adrenalina importanti, tutto diventa più facile anche in attacco. Dipende anche dagli assetti tattici, ma per i giocatori che abbiamo questo prescinde: la cosa fondamentale sono energia e attenzione”.

Rimanendo alla gara con Milano, l’è sembrato di tornare indietro nel tempo a quando questo derby era sempre una partita aperta ed imprevedibile nel risultato?
“Assolutamente sì. Non abbiamo mai dato l’idea di uscire dalla partita. È stato un segnale importante: questa squadra può davvero capire qual è il percorso giusto, questa deve essere Varese. Mai darsi per vinti, sempre con la voglia di combattere e lottare”.

Ora volgiamo lo sguardo alla sfida di domenica con Reggio Emilia: una prova del 9 da non sbagliare perché perdere domenica vorrebbe dire vanificare quanto fatto lunedì all’Allianz Cloud…
“Come nel gioco dell’oca: se domenica perdi torni praticamente al punto di partenza, sia per convinzione sia per classifica. Reggio si è rimessa a posto, arriva da una brutta sconfitta in casa contro Cantù e sarà una partita durissima. Vorranno vincere, noi dovremo dimostrare mentalmente di aver capito certe cose. Dovremo prepararci bene in settimana: recuperare le energie spese lunedì non sarà facile, ma questo fa parte del processo di crescita che stiamo seguendo ed a cui dobbiamo dare continuità”.

da Varese Sport 

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