Alessandro Dalla Salda, ex Virtus e attuale AD di Pesaro, è stato ospite di Sport Club su E-Tv.
Hai salvato miracolosamente Napoli, poi è tutto finito. “Anni bellissimi, vincendo anche la Coppa Italia e salvandoci da 0-11. Avevo ancora contratto, ma i nuovi proprietari americani hanno preferito tenere in autonomia il controllo. Poi è arrivata la chiamata Pesaro, anche se da Napoli non sarei mai andato via”
A Pesaro stai facendo una stagione clamorosa, ma in estate c'erano tanti problemi. “Pesaro ha avuto stagioni molto complicate, abbiamo rischiato cambiando una squadra già fatta: abbiamo seguito un'altra strada cercando giovanissimi, tanto che ora abbiamo il roster più giovane e grande utilizzo degli under 23. I grandi nomi non ci permettevano di progettare, e avevano poche motivazioni: ora c'è una bella chimica tra giovani ed esperti, e dopo essere partiti malissimo con una sconfitta casalinga contro Livorno ci siamo messi a posto, tanto che poco dopo abbiamo sbancato il Paladozza, unici a farlo. Essere primi non era il nostro obiettivo, ma ora ci vogliamo credere fino alla fine”.
Andare in A1 senza playoff però non è una perdita economica? Vengono a mancare molti incassi. “Si perdono un bel po' di incassi, ma facendo i playoff che garanzie hai di essere promosso? Ora restiamo concentrati su un obiettivo che sportivamente sarebbe straordinario, anche se ci farebbe perdere qualche centinaio di migliaia di euro”
Ha ancora senso questa formula? Non sarebbe meglio evitare una promozione diretta? “Nelle riunioni di Lega il problema non è stato affrontato. I playoff sono una fonte di ricavo straordinaria e un grande momento, io ho avuto la fortuna di essere promosso sia in questo modo che in maniera diretta: io sono favorevole a questa formula, anche perchè permette di avere maggiore competizione durante la regular season”.
Le candidate alla promozione? “A sette partite dalla fine della regular è difficile fare pronostici, la classifica è cortissima e anche gli scontri diretti avranno grande importanza. Le squadre forti sono tante, pensiamo a Rimini che ha vinto la Coppa Italia, Scafati e Brindisi, la Fortitudo che ha avuto tutti questi infortuni, noi che abbiamo un roster giovanissimo. Ma dare giudizi è presto”
Meglio la Fortitudo o Rimini? “Penso a Pesaro. Ora comunque tutte le squadre sono competitive, ma la mia squadra è stata costruita in un modo davvero diverso”
Quando sei stato chiamato da Pesaro, cosa ti era stato chiesto? La promozione cosa cambierebbe?"La programmazione era triennale, pensando inizialmente ad una salvezza tranquilla dopo una stagione da undicesimo posto. Per questo era stato fatto un gruppo giovanissimo, per ragionare sul futuro. Ora, in caso di promozione, tante cose cambierebbero: la società dovrebbe mostrare la sua forza, ma tra piazza e sponsor arriverebbero molti introiti. Cercheremo di non farci trovare impreparati, intanto giochiamo una partita che è una specie di vero e proprio derby d'Italia".
Un giudizio sulla Virtus? “Conosco tante persone che lavorano ancora lì. E' una società che ha molte idee, che magari in Europa poteva fare meglio ma che lotta per lo scudetto, e che durante la stagione ha portato a Bologna un giovane promettente come Ferrari. Nessuno poteva pensare ad un tale sviluppo di Diouf, alla crescita di Niang, ora c'è anche Accorsi. Mi piace molto, pur senza investire tanto come negli anni passati: è una squadra con una sua logica, e una società con idee chiare”
Imbrò era da voi, quando la Fortitudo lo ha chiesto. “Lui, come Zanotti e Lombardi, non facevano parte del progetto giovani che avevamo in mente. Non rientrava nei nostri piani, serviva un acquirente: c'erano varie ipotesi, quando è arrivata la Fortitudo c'è stato l'accordo, con un contratto che rende felice lui perchè è andato in una grande piazza, e la Fortitudo dato che una parte dell'ingaggio lo paghiamo comunque noi”.
Un giudizio sul divorzio tra Virtus e Baraldi? “Non ho conoscenza diretta. Diciamo che c'era un forte rapporto tra lui e Zanetti, ma il nostro è un lavoro dove sappiamo che la fiducia è sempre a termine”
Candidate allo scudetto? “Ce ne sono tante, anche Reggio Emilia, che in questo momento ha un roster molto profondo, ha un'esperienza europea, una mentalità ad altissimo livello e Trento è sempre stata una mina vagante, ma nei playoff serve un roster lungo, e nessuno sembra poter mettere in difficoltà la Virtus e Milano. Le serie sono delle maratone da giocare in pochi giorni, ed è forte il rischio di crollo”
Le due finaliste? “Virtus e Milano pare scontata”
Mercoledì che partita sarà? “Loro hanno tanti infortunati, ma anche noi, che ora siamo sbilanciati sugli esterni. Però, se non avremo paura di vincere e la pressione che in certi casi schiaccia i giocatori, se riusciremo a tenere l'intensità a lungo, potremo vincere anche senza Miniotas e De Laurentiis. Altrimenti, la loro forza e profondità, la loro capacità di non mollare mai e l'esperienza in queste partite, potrebbe far la differenza per la Fortitudo”
da Bologna Basket

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