Non rivolgendoci alla casalinga di Voghera...gli antefatti già li conosscete.
In tutto questo baillame, la serie A di Reggio Emilia è al sicuro?
Diremmo di sì. Anzi. Rilanceremmo nel dire fino a che le sorti biancorosse sono nelle mani di Enzo e Veronica Bartoli siamo in una botte di ferro.
Per quanto ancora?
Per quanto tempo ancora proseguirà l'innamoramento o più semplicemente l'interesse per Pallacanestro Reggiana di Enzo e Veronica Bartoli?
E' fisiologico che prima o poi ci si stanchi di un qualchecosa che prima ti aveva preso tantissimo.
Diciamo anche che i 2,5/3 milioni annui di perdita d'esercizio (di quelle ad oggi conosciute) non aiutano, come non aiuta, magari, una stagione negativa dal punto di vista dei risultati.
E quest'anno, ad un certo punto, siamo andati incontro ad una simil situazione.
Ah, poi ci sta pure la querelle di Casa Biancorossa, fra Pallacanestro Reggiana ed un'azienda partecipata dal Comune di Reggio Emilia. Sono alle vie legali. Che di certo non agevola.
Enzo e Veronica Bartoli sono in Pierre dall'estate 2020. Partendo da una quota del 20% arrivando ad una del 97% di oggi.
Difficile che possano ripetere la longevità ventennale di Stefano Landi.
Quindi?
Sarebbe già tanta roba che si ricordassero di come Stefano Landi volle vendere. Dopo anni di ricerche vane, alla fine trovò persone degne della sua fiducia per il bene comune di Pallacanestro Reggiana.
Certo. Da allora i tempi sono cambiati. Il mondo è cambiato.
La piazza sportiva principale di Reggio Emilia è poco attrattiva. Per persone serie che vengono da fuori. Ma, probabilmente, per la stessa imprenditoria reggiana.
Chiedere a Romano Amadei-Reggiana Calcio.
Tornando al basket.
Palasport vecchio che non arriva ai 5.000 posti.
Nessun progetto per costruirne uno nuovo.
Bacino d'utenza modesto.
Pubblico numericamente mediocre.
Ricambio generazionale lento, molto lento, di chi assiste alle partite interne.
Città senza aeroporto.
Qual è quell'entità straniera singola o gruppo che può essere interessata al titolo sportivo di Reggio Emilia, mantenendolo poi nella Città del Tricolore?
Un consorzio/partenariato diffuso locale?
Credete possa succedere?
Quindi?
Finchè ci saranno Enzo e Veronica Bartoli siamo in una botte di ferro.
Ma saranno poi loro a vendere o traghettare la Pallacanestro Reggiana.
A Chi?

Aldilà di tutte queste considerazioni grazie grazie alla famiglia Bartoli.
RispondiEliminaSe uno vuole continuare la passione e non vendere il titolo e fare finire il basket a reggio emilia che dall'articolo sembra una città di derelitti si può fare un campionato di A2 che andando avanti con gli anni sarà il campionato che rappresenterà il tifoso italiano perché A1 sarà per pochi club con budget illimitati
Visto quello che è accaduto e che sta accadendo nel mondo del basket dovrebbe portare a fare delle riflessioni i vertici.
RispondiEliminaBisogna ristrutturare la formula basket.
Tipo,A1 potrebbe diventare una super lega dove si accede pagando e no per merito,senza retrocessioni e si va in Europa.
A2 invece diventa il campionato regolare con retrocessioni in b,play off ,scudetto e coppa Italia.
Dimenticavo A2 Con la stessa formula dei 2 stranieri se no sarem.o punto a capo con i costi
EliminaIn A2 i costi non sono minori della A.
EliminaSe vuoi fare un'alta A2 spendi quanto fare la A.
L'unica cosa che si taglia sono le tasse non essendo professionisti i giocatori.
Ma poi devi ricalibrare tutti gli incassi.
Meno sponsor, biglietti più bassi e palazzetto più vuoto
1000 soci (abbonati) che pagano l'abbonamento 3.000 euro CAD. Sono 3 milioni l'anno. + 6-700mila di abbinamenti (20 sponsor da 30mila). Il budget della Vanoli era 2.,250 milioni.
RispondiEliminaEra l'idea di Dal Cin
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