Beppe Mangone ha vissuto un’estate a stelle e strisce. Il player development coach di Olimpia Milano, al terzo anno nel club, ha trascorso 25 giorni dentro l’organizzazione dei San Antonio Spurs, entrando nello staff tecnico estivo della franchigia NBA.
Un’esperienza iniziata a San Antonio, proseguita ad Austin, sede della squadra di G League degli Spurs, e conclusa alla Summer League di Las Vegas. Un percorso intenso, sottratto alle vacanze, ma arricchito poi anche dalla chiamata in azzurro durante il training camp di Trento con Italbasket. Mangone ha raccontato il lavoro con lo staff degli Spurs e con un gruppo di prospetti di grande interesse. Il capo allenatore era Corliss Williamson, ex giocatore NBA di lunga esperienza, mentre tra gli assistenti c’era anche Rashard Lewis, uno dei primi grandi nomi ad arrivare nella lega senza passare dal college.
Tra i giocatori allenati da Mangone anche Carter Bryant, classe 2006 e nome di riferimento del roster estivo degli Spurs. «È una guardia ma faticherebbe a passare da quella porta», ha scherzato Mangone parlando della taglia fisica del giocatore. A Las Vegas il coach biancorosso ha lavorato anche con quattro giocatori scelti nell’ultimo Draft e già firmati da San Antonio: Jayden Quaintance, presente nonostante un infortunio, Tarris Reed Jr., Ja’Kobi Gillespie e Maliq Brown.
Dodici giorni a Las Vegas hanno significato anche entrare in un mondo parallelo, quello della Summer League NBA. Gli Spurs si allenavano al Thomas & Mack Center, l’arena di UNLV, mentre altre squadre avevano addirittura costruito un campo temporaneo all’interno del proprio hotel. San Antonio alloggiava al Fontainebleau, uno degli hotel più importanti della Strip. Nei momenti liberi, Mangone ha raccontato le visite tra Palazzo e Venetian, i centri commerciali, la Sphere e il Cirque du Soleil: un mese vissuto quasi come in un parco giochi, ma con un contenuto tecnico di altissimo livello.
Il finale è stato con la Nazionale italiana, durante il raduno di Trento. «È stato piacevole e formativo per me vivere la quotidianità con un coach come Luca Banchi e giocatori di alto livello che hanno comunque voglia di migliorare», ha spiegato Mangone. Per Olimpia Milano si tratta di un altro tassello dentro il percorso di crescita dello staff tecnico. Mangone rientra alla base dopo un’estate divisa tra NBA e Nazionale, con un bagaglio di lavoro, contatti e idee da riportare nel quotidiano biancorosso.
da RealOlimpiaMilano
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